Disponibili presso il Vivaio Treviti:
Glera: clone I - ESAV 10
Glera: clone I - ESAV 19
Glera: clone I - AMPELOS TEA 29
Glera: clone I - AMPELOS TEA 30
Glera: clone I - ISV VA 4
Glera: *
Fino al 2009 il termine Prosecco indicava sia il vino sia il vitigno da cui veniva ottenuto. Questa coincidenza non rappresentava un problema finché la produzione rimaneva prevalentemente locale. Con l'affermazione internazionale del Prosecco, però, la sovrapposizione dei nomi è diventata un limite giuridico: chiunque, al di fuori dell'area storica, poteva coltivare il vitigno chiamato "Prosecco" e commercializzare un vino con lo stesso nome, rendendo difficile la tutela della denominazione.
La soluzione è stata il recupero del nome storico Glera, già documentato nella tradizione viticola del Friuli Venezia Giulia come sinonimo della varietà. In questo modo il termine Prosecco è stato riservato esclusivamente alla denominazione di origine, mentre il vitigno ha assunto ufficialmente il nome di Glera. La distinzione ha consentito di proteggere il Prosecco a livello europeo e internazionale, senza modificare l'identità agronomica della varietà.
Oggi il sistema è chiaro: il vino è Prosecco, il vitigno è Glera.
La Glera trova la sua massima espressione nel Veneto, in particolare nelle province di Treviso, Vicenza, Venezia e Padova. L'area più vocata è quella collinare di Conegliano-Valdobbiadene, caratterizzata da suoli marnoso-arenacei e da un clima fresco e ventilato che favorisce maturazioni lente e complete.
Il vitigno è ampiamente diffuso anche in Friuli Venezia Giulia, soprattutto nelle province di Gorizia, Udine e Pordenone, mentre la sua presenza è più limitata in Lombardia. Al di fuori dell'Italia viene coltivato in Slovenia, Croazia e Austria, senza tuttavia raggiungere la stessa rilevanza storica e produttiva.
La Glera è una varietà vigorosa, dal portamento espanso. Presenta foglie grandi, trilobate o pentalobate, e grappoli lunghi, cilindrico-conici, spesso alati e piuttosto spargoli. Gli acini sono medio-grandi, di forma ellissoidale, con buccia sottile giallo-verde che tende al dorato durante la maturazione.
La raccolta avviene generalmente nella seconda metà di settembre e il vitigno mantiene una buona acidità anche nelle annate più calde.
Vitigno rustico e naturalmente produttivo, la Glera si adatta bene ai climi temperati del Nord-Est italiano. Tollera discretamente siccità e temperature elevate, mentre può risultare sensibile alla botrite nelle stagioni particolarmente piovose.
Per ottenere produzioni di qualità è spesso necessario contenere le rese mediante potatura e diradamento. Le forme di allevamento più diffuse sono Sylvoz, doppio capovolto e Guyot, soprattutto nei vigneti collinari più vocati.
Le uve di Glera producono mosti con buona acidità, moderato contenuto zuccherino e un profilo aromatico delicato. La vinificazione avviene prevalentemente in acciaio a temperatura controllata per preservarne la freschezza.
La varietà è particolarmente adatta alla spumantizzazione con il Metodo Charmat-Martinotti, grazie alla capacità di conservare aromi primari e vivacità anche dopo la presa di spuma. Il corredo aromatico richiama pera, mela verde, agrumi e fiori bianchi, accompagnati da leggere sfumature erbacee.
I vini ottenuti da Glera si distinguono per il colore giallo paglierino tenue con riflessi verdolini e per un bouquet fresco e fragrante, dominato da note di mela, pera, agrumi e fiori bianchi.
Al palato risultano leggeri, armonici e scorrevoli, sostenuti da una vivace acidità. Nelle versioni spumante esprimono bollicine fini, grande bevibilità e una naturale morbidezza che ne ha decretato il successo internazionale.
Nel complesso, la Glera dà origine a vini eleganti, immediati e fortemente identitari, autentica espressione della tradizione vitivinicola del Nord-Est italiano.
ESAV 10
Profilo agronomico
Glera riconducibile al Biotipo tondo “Balbi” a grappolo grande e spargolo
Forme di allevamento consigliate: Sylvoz - Doppio capovolto
Vigoria: media
Produttività: ottima e abbastanza costante (7,34 kg / ceppo)
Grappolo: di dimensione medio-grande, generalmente spargolo
In annate particolarmente sfavorevoli è soggetto a colatura ed acinellatura.
Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4
Profilo enologico
Qualità: buon equilibrio tra zuccheri e acidità
Profilo aromatico: fine e abbastanza intenso, con note fruttate e floreali
Utilizzo: adatto sia a produzioni di volume che di discreta qualità
ESAV 19
Profilo agronomico
Glera riconducibile al Biotipo tondo “Balbi” a grappolo grande e spargolo
Forme di allevamento consigliate: Sylvoz - Doppio capovolto
Vigoria: medio-elevata
Produttività: elevata (6,80 kg / ceppo)
Grappolo: più compatto rispetto ad altri cloni
Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4
Profilo enologico
Qualità: buona dotazione zuccherina, talvolta meno acido
Profilo aromatico: più semplice rispetto a cloni qualitativi, ma comunque tipico
Utilizzo: spesso impiegato in contesti produttivi dove si ricerca resa e regolarità
VA 4
Profilo agronomico
Glera riconducibile al Biotipo tondo “Balbi” a grappolo grande e spargolo
Forme di allevamento consigliate: Sylvoz - Doppio capovolto
Vigoria: media
Produttività: buona ma generalmente più contenuta rispetto ai cloni più “spinti” (5,50 kg / ceppo)
Grappolo: mediamente spargolo (utile per ridurre problemi sanitari)
Qualità: orientato a produzioni di buona qualità
Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4
Profilo enologico
Maggiore acidità
Maturazione leggermente più tardiva
Profilo più fresco e vivace
Tradizionale utilizzo per vini frizzanti più leggeri, si distingue per la sua aromaticità dai cloni di Glera “classica” più usati nel Conegliano-Valdobbiadene per il Prosecco DOCG
TEA 29
Profilo agronomico
Biotipo Balbi a grappolo medio e semi-spargolo, è una selezione molto produttiva dotata di un rapporto quantità / qualità interessante, molto simile a ESAV 19.
Forme di allevamento consigliate: Sylvoz – Doppio capovolto – CLST – Cordone speronato – Casarsa
Vigoria: media
Produttività: sopra la media varietale (7-8kg / ceppo)
Grappolo: mediamente spargolo (utile per ridurre problemi sanitari)
Qualità: orientato a produzioni di buona qualità
Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4
Profilo enologico
Aromi fini e puliti
Note tipiche di mela, pera e fiori bianchi
Buon equilibrio tra zuccheri e acidità
Più orientato alla qualità e finezza aromatica rispetto a cloni molto produttivi
Utilizzato spesso in combinazione con altri cloni per aumentare la complessità del vino
TEA 30
Profilo agronomico
Biotipo a grappolo grande e semi-spargolo, è una selezione molto produttiva dotata di un rapporto quantità / qualità interessante. La sua fertilità basale (parametro fondamentale che indica il numero effettivo di grappoli che si sviluppano dalle gemme situate alla base del tralcio), lo rende particolarmente indicato per le forme di allevamento speronate.
Forme di allevamento consigliate: Sylvoz – Doppio capovolto – CLST – Cordone speronato – Casarsa
Vigoria: media
Produttività: ottima (sopra 9 kg / ceppo)
Grappolo: mediamente spargolo (utile per ridurre problemi sanitari)
Qualità: orientato a produzioni di buona qualità
Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4
Profilo enologico
Aromi fini e puliti
Note tipiche di mela, pera e fiori bianchi
Buon equilibrio tra zuccheri e acidità
Più orientato alla qualità e finezza aromatica rispetto a cloni molto produttivi
Utilizzato spesso in combinazione con altri cloni per aumentare la complessità del vino