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Varietà tradizionali a bacca bianca e rosa

Lo Chardonnay è un celebre vitigno a bacca bianca internazionale originario della Borgogna (Francia). È rinomato per l'incredibile versatilità: dà vita a vini fermi freschi o strutturati e fa da base per alcuni dei migliori spumanti al mondo (come Champagne, Franciacorta e Trento DOC), atto al taglio in vini come Prosecco - Conegliano Valdobbiadene DOC e DOCG.


Cloni Chardonnay disponibili presso il vivaio Treviti:

I - SMA 130

I - ISV 1

*


I - SMA 130

rappresenta il clone maggiormente diffuso su scala nazionale

ha vigoria media, si presta a potature sia lunghe che corte, da guyot-sylvoz a cordone speronato

produzione elevata e regolare: 4,960 kg/ceppo

grappoli medi e acini di dimensione media

buona adattabilità a diversi ambienti collinari

gradazione media a maturazione: 18,72° Brix


Nei vini ottenuti da questo clone si distinguono:

freschezza e acidità equilibrata

note floreali e fruttate

buona struttura, adatto anche per basi spumante


http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=298-002


I - ISV 1

produttività elevata e costante: 6,90 kg/ceppo

ha vigoria media, si presta a potature sia lunghe che corte, da guyot-sylvoz a cordone speronato

grappolo medio, cilindrico, leggermente alato

acini medi, tondi

maturazione in genere medio-tardiva

buon equilibrio tra zuccheri e acidità:  19,62° Brix


Nei vini ottenuti da questo clone si distinguono:

vino equilibrato e strutturato

profilo aromatico fine e delicato

buona predisposizione all’affinamento

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=298-004


Disponibili presso il Vivaio Treviti: 

Glera: clone I - ESAV 10

Glera: clone I - ESAV 19

Glera: clone I - AMPELOS TEA 29

Glera: clone I - AMPELOS TEA 30

Glera: clone I - ISV VA 4 

Glera: *


Fino al 2009 il termine Prosecco indicava sia il vino sia il vitigno da cui veniva ottenuto. Questa coincidenza non rappresentava un problema finché la produzione rimaneva prevalentemente locale. Con l'affermazione internazionale del Prosecco, però, la sovrapposizione dei nomi è diventata un limite giuridico: chiunque, al di fuori dell'area storica, poteva coltivare il vitigno chiamato "Prosecco" e commercializzare un vino con lo stesso nome, rendendo difficile la tutela della denominazione.

La soluzione è stata il recupero del nome storico Glera, già documentato nella tradizione viticola del Friuli Venezia Giulia come sinonimo della varietà. In questo modo il termine Prosecco è stato riservato esclusivamente alla denominazione di origine, mentre il vitigno ha assunto ufficialmente il nome di Glera. La distinzione ha consentito di proteggere il Prosecco a livello europeo e internazionale, senza modificare l'identità agronomica della varietà.

Oggi il sistema è chiaro: il vino è Prosecco, il vitigno è Glera.


La Glera trova la sua massima espressione nel Veneto, in particolare nelle province di Treviso, Vicenza, Venezia e Padova. L'area più vocata è quella collinare di Conegliano-Valdobbiadene, caratterizzata da suoli marnoso-arenacei e da un clima fresco e ventilato che favorisce maturazioni lente e complete.

Il vitigno è ampiamente diffuso anche in Friuli Venezia Giulia, soprattutto nelle province di Gorizia, Udine e Pordenone, mentre la sua presenza è più limitata in Lombardia. Al di fuori dell'Italia viene coltivato in Slovenia, Croazia e Austria, senza tuttavia raggiungere la stessa rilevanza storica e produttiva.


La Glera è una varietà vigorosa, dal portamento espanso. Presenta foglie grandi, trilobate o pentalobate, e grappoli lunghi, cilindrico-conici, spesso alati e piuttosto spargoli. Gli acini sono medio-grandi, di forma ellissoidale, con buccia sottile giallo-verde che tende al dorato durante la maturazione.

La raccolta avviene generalmente nella seconda metà di settembre e il vitigno mantiene una buona acidità anche nelle annate più calde.


Vitigno rustico e naturalmente produttivo, la Glera si adatta bene ai climi temperati del Nord-Est italiano. Tollera discretamente siccità e temperature elevate, mentre può risultare sensibile alla botrite nelle stagioni particolarmente piovose.

Per ottenere produzioni di qualità è spesso necessario contenere le rese mediante potatura e diradamento. Le forme di allevamento più diffuse sono Sylvoz, doppio capovolto e Guyot, soprattutto nei vigneti collinari più vocati.


Le uve di Glera producono mosti con buona acidità, moderato contenuto zuccherino e un profilo aromatico delicato. La vinificazione avviene prevalentemente in acciaio a temperatura controllata per preservarne la freschezza.

La varietà è particolarmente adatta alla spumantizzazione con il Metodo Charmat-Martinotti, grazie alla capacità di conservare aromi primari e vivacità anche dopo la presa di spuma. Il corredo aromatico richiama pera, mela verde, agrumi e fiori bianchi, accompagnati da leggere sfumature erbacee.


I vini ottenuti da Glera si distinguono per il colore giallo paglierino tenue con riflessi verdolini e per un bouquet fresco e fragrante, dominato da note di mela, pera, agrumi e fiori bianchi.

Al palato risultano leggeri, armonici e scorrevoli, sostenuti da una vivace acidità. Nelle versioni spumante esprimono bollicine fini, grande bevibilità e una naturale morbidezza che ne ha decretato il successo internazionale.

Nel complesso, la Glera dà origine a vini eleganti, immediati e fortemente identitari, autentica espressione della tradizione vitivinicola del Nord-Est italiano.


ESAV 10

Profilo agronomico

Glera riconducibile al Biotipo tondo “Balbi” a grappolo grande e spargolo

Forme di allevamento consigliate: Sylvoz - Doppio capovolto

Vigoria: media

Produttività: ottima e abbastanza costante (7,34 kg / ceppo)

Grappolo: di dimensione medio-grande, generalmente spargolo

In annate particolarmente sfavorevoli è soggetto a colatura ed acinellatura.

Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4


Profilo enologico

Qualità: buon equilibrio tra zuccheri e acidità

Profilo aromatico: fine e abbastanza intenso, con note fruttate e floreali

Utilizzo: adatto sia a produzioni di volume che di discreta qualità



ESAV 19

Profilo agronomico

Glera riconducibile al Biotipo tondo “Balbi” a grappolo grande e spargolo

Forme di allevamento consigliate: Sylvoz - Doppio capovolto

Vigoria: medio-elevata

Produttività: elevata (6,80 kg / ceppo)

Grappolo: più compatto rispetto ad altri cloni

Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4


Profilo enologico

Qualità: buona dotazione zuccherina, talvolta meno acido

Profilo aromatico: più semplice rispetto a cloni qualitativi, ma comunque tipico

Utilizzo: spesso impiegato in contesti produttivi dove si ricerca resa e regolarità



VA 4

Profilo agronomico

Glera riconducibile al Biotipo tondo “Balbi” a grappolo grande e spargolo

Forme di allevamento consigliate: Sylvoz - Doppio capovolto

Vigoria: media

Produttività: buona ma generalmente più contenuta rispetto ai cloni più “spinti” (5,50 kg / ceppo)

Grappolo: mediamente spargolo (utile per ridurre problemi sanitari)

Qualità: orientato a produzioni di buona qualità

Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4


Profilo enologico

Maggiore acidità

Maturazione leggermente più tardiva

Profilo più fresco e vivace

Tradizionale utilizzo per vini frizzanti più leggeri, si distingue per la sua aromaticità dai cloni di Glera “classica” più usati nel Conegliano-Valdobbiadene per il Prosecco DOCG


TEA 29

Profilo agronomico

Biotipo Balbi a grappolo medio e semi-spargolo, è una selezione molto produttiva dotata di un rapporto quantità / qualità interessante, molto simile a ESAV 19.


Forme di allevamento consigliate: Sylvoz – Doppio capovolto – CLST – Cordone speronato – Casarsa

Vigoria: media

Produttività: sopra la media varietale (7-8kg / ceppo)

Grappolo: mediamente spargolo (utile per ridurre problemi sanitari)

Qualità: orientato a produzioni di buona qualità

Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4


Profilo enologico

Aromi fini e puliti

Note tipiche di mela, pera e fiori bianchi

Buon equilibrio tra zuccheri e acidità

Più orientato alla qualità e finezza aromatica rispetto a cloni molto produttivi

Utilizzato spesso in combinazione con altri cloni per aumentare la complessità del vino


TEA 30

Profilo agronomico

Biotipo a grappolo grande e semi-spargolo, è una selezione molto produttiva dotata di un rapporto quantità / qualità interessante. La sua fertilità basale (parametro fondamentale che indica il numero effettivo di grappoli che si sviluppano dalle gemme situate alla base del tralcio), lo rende particolarmente indicato per le forme di allevamento speronate.


Forme di allevamento consigliate: Sylvoz – Doppio capovolto – CLST – Cordone speronato – Casarsa

Vigoria: media

Produttività: ottima (sopra 9 kg / ceppo)

Grappolo: mediamente spargolo (utile per ridurre problemi sanitari)

Qualità: orientato a produzioni di buona qualità

Portinnesti consigliati: Kober 5BB – 1103 Paulsen – S.O.4


Profilo enologico

Aromi fini e puliti

Note tipiche di mela, pera e fiori bianchi

Buon equilibrio tra zuccheri e acidità

Più orientato alla qualità e finezza aromatica rispetto a cloni molto produttivi

Utilizzato spesso in combinazione con altri cloni per aumentare la complessità del vino

Disponibile presso il Vivaio Treviti: 

Glera Lunga, clone: I - ISV 2


La Glera Lunga è un vitigno a bacca bianca, storicamente presente nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia, spesso citato nei registri ampelografici come varietà distinta dalla più nota Glera. La sua presenza è documentata almeno dal XIX secolo, quando era classificato come “Prosecco Lungo” o “Glera Lunga”, in contrapposizione al “Prosecco Tondo”, l’attuale Glera.


 La Glera Lunga sopravvive in piccoli vigneti del Veneto orientale e del Friuli Venezia Giulia, soprattutto nelle province di Treviso, Pordenone e Gorizia. Non rappresenta una parte significativa delle denominazioni del Prosecco, vi rientra solo nella quota massima del 15%, spesso riservata ad altre varietà quali Pinot e Chardonnay.


La Glera Lunga presenta elevata vigoria e un portamento espanso, pertanto è sconsigliata la moltiplicazione su portinnesti forti (1103 Paulsen) e si preferiscono portinnesti meno vigorosi (Kober 5BB e S.O.4)


Caratterizzata da elevata vigoria e grappoli grandi, matura medio-tardivamente mantenendo buona acidità. Necessita di terreni drenati e gestione attenta, con forme di allevamento come Guyot e Sylvoz.


Nel Triveneto, Glera Lunga è maggiormente riprodotta senza specifica clonale.


Treviti nel suo campo di piante madri da marze ha il clone: I - ISV 2 che viene riprodotto come materiale certificato (cartellino azzurro) generalmente su Kober 5BB

Disponibile presso il Vivaio Treviti: 

Manzoni Bianco 6.0.13, clone: I – SMA–ISV 237

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=299-002


Il Manzoni Bianco 6.0.13, noto anche come Incrocio Manzoni, è il clone più rinomato creato dal prof. Luigi Manzoni, preside della Scuola Enologica di Conegliano, nel corso di esperimenti condotti negli anni '30 sul miglioramento genetico della vite attraverso incroci e ibridazioni.

Questo vitigno autoctono della provincia di Treviso è l'esito dell'incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco. Oggi è coltivato in gran parte del territorio nazionale e rappresenta uno degli uvaggi in alcuni disciplinari di produzione delle Doc Bianco dei Colli di Conegliano, Breganze Bianco e Trentino Bianco, oltre a numerosi vini ad Indicazione Geografica Tipica, in cui viene vinificato in purezza.

Il Manzoni Bianco 6.0.13 si distingue per le sue notevoli capacità di adattamento a climi e terreni molto variabili, preferendo quelli collinari, profondi, freschi e fertili, anche se la produzione è contenuta. I grappoli sono piccoli, conici o cilindrici, spesso dotati di un’ala, e mediamente compatti, con pesi che variano dagli 80 ai 150 grammi. Gli acini sono di dimensioni medio-piccole, sferici e di colore giallo-verde, con una buccia spessa, consistente, mediamente pruinosa e con un sapore aromatico.

Il Manzoni Bianco 6.0.13, grazie alle sue doti di finezza ed eleganza, insieme a una discreta gradazione e acidità, è utilizzato per la produzione di vini di alta qualità. Dalla sua vinificazione si ottiene un vino sottile e delicato, caratterizzato da un buon corpo e un equilibrio straordinario.

Disponibile presso il Vivaio Treviti: 

Moscato giallo, clone: I – ISV–V5

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=154-002


In Italia, il Moscato Giallo è principalmente coltivato in Trentino e Alto Adige, dove beneficia di condizioni ideali grazie ai versanti ben esposti. La sua presenza, seppur limitata, si estende anche al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia, dove viene spesso utilizzato per produzioni aromatiche specialistiche.

 Il grappolo è di grandezza media, spesso compatto, alato. Gli acini sono piccoli, sferici e di colore giallo, con una buccia sottile ma resistente e pruinosa. L'aroma primario è distintivo e rispetto ad altri Moscati, il Moscato Giallo si distingue per un'intensità aromatica più fine e meno esplosiva, ma con maggiore complessità.

Il Moscato Giallo ha una vigoria medio-bassa e una produttività contenuta, caratteristiche che favoriscono la qualità ma richiedono una gestione agronomica attenta. Preferisce esposizioni soleggiate, climi asciutti e ventilati, oltre a suoli ben drenati. La compattezza del grappolo lo rende suscettibile alla botrite durante le annate umide, pur mostrando una buona tolleranza all’oidio rispetto ad altre varietà di Moscato. La sua maturazione è medio-tardiva, generalmente a fine settembre, con un elevato accumulo zuccherino e acidità media, caratteristiche che lo rendono adatto sia a produzioni secche che dolci. In ambienti montani, sviluppa aromi più eleganti e una freschezza pronunciata.

Il vino ottenuto dal Moscato Giallo si presenta con un colore giallo paglierino brillante, spesso arricchito da riflessi dorati. Il profilo aromatico è intenso e complesso, con note di agrumi, miele leggero, fiori bianchi, macchia mediterranea, salvia, spezie e accenni tropicali nei climi più caldi.

Disponibile presso il Vivaio Treviti:

Pecorino, clone: I – ISV 1

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=184-002


Il Pecorino è un antico vitigno a bacca bianca originario dell’Italia centrale, con un areale storico che comprende principalmente le regioni di Marche e Abruzzo
  
Il cuore della produzione del Pecorino si trova nel sud delle Marche e nell’Abruzzo settentrionale. È un vitigno fondamentale nelle DOC Offida Pecorino, Falerio, Pecorino di Terre di Chieti. Coltivazioni minori si trovano anche in Umbria e nel Lazio orientale, specialmente nell’alta valle del Tronto.
    
Il Pecorino è un vitigno di vigoria medio-bassa e di resa contenuta, caratteristica che ne aveva portato alla quasi scomparsa. È precoce nella germogliatura e nella maturazione, spesso anticipata rispetto ad altre varietà locali, e richiede terreni ben drenati per esprimersi al meglio. È resistente alla siccità e alle alte temperature, ma è più sensibile alle gelate primaverili. La sua naturale acidità lo rende un vitigno stabile anche nelle annate più calde.
  
In vinificazione, il Pecorino si distingue per la sua spiccata acidità e l’elevata dotazione aromatica. Grazie alla sua importante componente estrattiva, il vitigno si presta anche a vini bianchi di medio corpo con ottima capacità di evoluzione.
  
Il vino ottenuto da Pecorino si riconosce per il colore giallo paglierino brillante, talvolta con riflessi dorati. Al naso presenta aromi intensi di fiori bianchi, agrumi, mela verde, pesca, erbe aromatiche e una caratteristica nota balsamica. 

Disponibili presso il Vivaio Treviti:

Pinot Bianco: clone I – CRAVIT ERSA FVG 142

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=193-009


Pinot Bianco: clone I - LB 18

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=193-002

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Disponibili presso il Vivaio Treviti:


Pinot grigio: clone I – Enotria 454

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=194-019


Pinot grigio: clone I - SMA 505

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=194-006


Pinot grigio: *

Disponibili presso il Vivaio Treviti:


Ribolla gialla: *

Disponibili presso il Vivaio Treviti:


Serprina: clone I – 2007 ISV-VA 4

Disponibili presso il Vivaio Treviti:


I - RAUSCEDO 14

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=235-002

Disponibili presso il Vivaio Treviti:


I – AMPELOS TEA 32

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=244-020

Disponibili presso il Vivaio Treviti:


I – ISV-V5

http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_clone.php?q=257-001